Riunione organizzativa del 19.7.13

Invito all'incontro in Sicilia

Altragricoltura Sicilia invita ad un incontro regionale a Ragusa nel pomeriggio del 19 Luglio (fra le 15,30 e le 19 nei locali della Provincia di Ragusa al termine del seminario di lavoro indetto per analizzare e implementare gli strumenti per affrontare la crisi finanziaria delle aziende agricole) per illustrare e discutere le proposte su come è possibile dare vita anche in Sicilia ad una organizzazione che sappia, insieme, rilanciare il movimento di lotta e la mobilitazione per uscire dalla crisi nelle campagne, rafforzare ed allargare la rete fra le aziende e i cittadini per un'economia sociale condivisa e utile a produttori e consumatori, dare vita ad un forte sindacato di rappresentanza e assistenza degli interessi delle aziende autonomo politicamente e capace di cambiare i rapporti di forza con la politica. Ci sempbra, questo, un passaggio di confronto assolutamente necessario viste le grandi esperienze di impegno e di mobilitazione che ha coinvolto negli ultimi anni la Sicilia e le sue campagne che, però, non hanno realizzato risultati apprezzabili e per cui, ne siamo sempre più convinti, serve trovare i terreni organizzativi e gli obiettivi su cui ricomporre le esperienze per mettere in campo strumenti nuovi e utili. Durante l'incontro illustreremo le proposte organizzative e gli obiettivi di mobilitazione su cui stiamo lavorando in ambito regionale e nazionale per discuterne e verificare le condizioni per definire un'agenda per l'autunno. L'incontro si tiene nel quadro di una serie di iniziative regionali che Altragricoltura sta tenendo convocate da un appello/invito a partecipare.  


Un invito da Altragricoltura: incontriamoci per essere più forti, organizziamoci per riconquistare il futuro!

Abbiamo percorso, seppur in maniera contraddittoria e sperimentando strade e vie diverse, un cammino che ci ha visto costantemente ricercare l'autonomia sociale di chi vive nelle campagne e del lavoro della terra fondandola su una proposta di agricoltura che parli agli interessi generali dei cittadini e del territorio e rifiuti l'imposizione autoritaria del modello dominante della globalizzazione neoliberista. Nelle realtà regionali in cui stiamo lavorando stiamo aggregando gli agricoltori attorno a vertenze, e campagne, a interessi economici (OP, costruzioni di reti, mercati, realizzazione di progetti), difesa di diritti (Soccorso Contadino e gestione di altri sportelli), assistenza e rappresentanza (CAA, CAF, Patronato, tavoli di rappresentanza). Oggi siamo (o proviamo ad essere), al tempo stesso, movimento di lotta e per l'alternativa al modello dell'agricoltura dominante della crisi, rete di pratiche del lavoro agricolo, dell'economia sostenibile e del consumo critico, organizzazione sindacale di rappresentanza di bisogni e interessi. Siamo sempre più convinti, infatti, che al modello dell'agricoltura della competizione sul mercato che produce crisi economica, sociale e ambientale si debba opporsi l'alternativa della Sovranità Alimentare come base su cui ripensare il modello e far avanzare proposte di produzione, distribuzione e consumo del cibo e gestione del territorio. Proposte che non possono essere solo esercizi di provocazione culturale o di pratiche individuali ma devono diventare organizzazione di bisogni, interessi che si organizzano e si rappresentano,  che si mettono insieme per cambiare i rapporti di forza che oggi assegnano ai produttori ed ai consumatori ruoli subalterni, passivi e incapaci di determinare scelte. Proposte che per avanzare devono conquistare uno spazio di rappresentanza nei confronti della politica e del potere che non può più essere delegato alle organizzazioni professionali agricole che (tutte) sostengono il modello della competizione neoliberista, interessi corporativi e subalternità culturale alla ideologia della crisi nelle campagne.  Coldiretti, CIA e Confagricoltura sono ormai una cappa di piombo sui bisogni degli agricoltori italiani, ne ingabbiano le istanze sociali di libertà, ne svendono i bisogni in cambio di prebende per i loro interessi di cordata, nella peggiore pratica consociativa di compromissione con il potere politico.Se, nonostante gli sforzi dei tanti e tante che lavorano con sacrificio la terra e cercano di provare a resistere nelle campagne affermando le vie nuove per le nuove agricolture possibili, permetteremo a chi si arroga il diritto di rappresentarci perchè ci obbliga a tenere i fascicoli aziendali nei propri uffici mentre siede nei consigli di amministrazione e nei comitati di gestione dove si manipola l'enorme massa di denaro pubblico destinato agli agricoltori .... ogni sforzo sarà vano. Oggi  noi abbiamo lanciato la sfida per l'autonomia degli agricoltori e il diritto a conquistare spazi di economia e pratiche sociali che non siamo più disposti a delegare ad altri. Lo stiamo facendo cercando, anche sul terreno sindacale come su quello dell'organizzazione economica delle reti, insieme a quanti hanno i nostri stessi obiettivi per dare vita ad una forte organizzazione che punti a contrattare con le controparti politiche direttamente le migliori condizioni in cui fare impresa agricola garantendo il diritto di accesso al cibo per i consumatori. La Sovranità Alimentare è il diritto dei popoli (di tutti i popoli e delle comunità nelle forme democratiche in cui si esprimono e si determinano) di scegliere il proprio modello di produzione, distribuzione e consumo del cibo: un'alternativa al modello neoliberista della crisi, della fame e del massimo sfruttamento delle risorse imposto dalla globalizzazione neoliberista ad agricoltori e consumatori. Organizziamoci e facciamola avanzare per recuperare la condizione di reddito per le aziende, di prezzo per i consumatori e tutela del territorio.  

Incontriamoci. Uniamo le nostre forze! Globalizziamo la lotta, globalizziamo la speranza, riconquistiamo reddito, senso sociale e futuro.  

Altragricoltura